Tour 1 - Dai Giardini dell'Emiro alle pendici della Brinja - POLIFORM Tour

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

ITINERARI > Slow Tour dei Sapori Campestri
TOUR 1 - DAI GIARDINI DELL'EMIRO ALLE PENDICI DELLA BRINJA

Siti di interesse:
    • Castello dell’Emiro (X sec.) - Misilmeri
    • Chiesa S. Giovanni Battista (1553) - Misilmeri
    • Museo della Casa Contadina (1800) - Bolognetta
    • Chiesa Maria S.S.del Carmelo (1603) - Bolognetta
    • Antica Masseria Di Salvo (1500) - Bolognetta
    • R.N.O. Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella - Villafrati
    • Palazzo Filangeri (1700) - Villafrati
    • Matrice dell’Annunziata (rito latino) - Mezzojuso
    • S.Nicolò di Mira (rito greco-bizantino) - Mezzojuso
    • Laboratorio di Restauro del Libro Antico “Andrea Reres” - Mezzojuso


Dai Giardini dell’Emiro alle pendici della Brinja, percorre una delle antiche regie trazzere (XIII sec.), principali vie di collegamento per le comunità rurali fino ai nostri giorni. Il viaggiatore è immerso in una dimensione sospesa nel tempo, in cui assaporare la cultura popolare e i prodotti tipici della campagna siciliana. Lungo il percorso si trovano alcune tracce della linea ferroviaria S. Erasmo – Burgio (1886), che collegava il capoluogo con i piccoli centri urbani dell’interno. L’itinerario prende avvio dal centro urbano di Misilmeri in Piazza Comitato 1860, ravvivata dal fragore dell’abbondante flusso d’acqua, che sgorga dalla Fontana Grande (1529). Sulla piazza si affaccia la Chiesa di S. Giovanni Battista (1553), in cui sono custoditi pregevoli stucchi della scuola del Serpotta e opere lignee del XVIII secolo. Dalla S.P. 38 si arriva ai ruderi del Castello dell’Emiro (X sec.), arroccati su un’altura rocciosa con un’ampia cavità alla base, collegata al centro abitato. L'aspetto più suggestivo è rappresentato dalla mirabile vista che domina l’ampia pianura, comunemente conosciuta come jardini, culla di uno dei primi orti botanici d’Europa, l’Hortus Catholicus (XVII sec.) precursore dell’attuale Orto Botanico di Palermo. Lungo la Valle del fiume Eleutero, alimentata dalla sorgente di Risalaimi, si possono individuare i resti di antichi mulini ad acqua (X sec.), a testimonianza del fermento che animava la contrada.
Superando la valle, la S.P. 77 conduce nel centro urbano di Bolognetta, in cui si trova la Chiesa di Maria SS. del Carmelo (1603), custode di una pittura a olio e diversi gruppi scultorei del XVIII secolo. Un edificio di sicuro interesse storico e antropologico è il Museo della casa contadina, una tipica casa rurale di fine ‘800, in cui è esposta una ricca collezione di oggetti di uso quotidiano della tradizione popolare. Nella valle sottostante, lungo il corso del fiume Milicia, un dislivello naturale dà vita alle Cascate di S. Nicola, un luogo di grande impatto naturalistico, caratterizzato da una lussureggiante vegetazione e da grandi cavità che si spalancano sul costone roccioso. Dalla strada di accesso all’antico feudo cinquecentesco in contrada Tumminia, il paesaggio comincia a mostrare i colori tipici del latifondo siciliano, dando inizio a un viaggio dentro l’autentica Sicilia rurale: il giallo dorato dei campi di seminativo, la verde macchia mediterranea abbarbicata sui tanti affioramenti rocciosi, dimore rurali in pietra, abbeveratoi e laghetti disseminati ovunque lungo la valle. Verso l’interno del feudo, si giunge all’Antica Masseria Di Salvo (1500), un tempo residenza baronale e centro di intensa attività agricola, che comprende una corte centrale, circondata dagli alloggi dei “campieri”, oggi riqualificati per l’offerta ricettiva. Sullo sfondo, l’imponente costone occidentale della Riserva Naturale Orientata di Pizzo Cane e Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, mostra le due ampie cavità della Grotta del Leone. Poco distante dalla Masseria, si trova l’agriturismo Bosco Tumminia, dove è possibile degustare diverse specialità prodotte in azienda come: il pecorino siciliano, il primosale, la ricotta, le carni ovine e suine, l’olio d’oliva, i ficodindia e ortaggi vari. Durante la visita all’agriturismo, assistere al ciclo produttivo del formaggio, entrando a contatto diretto con gli animali, può rivelarsi un’esperienza autentica di grande valore formativo.
Continuando il percorso lungo la S.P. 77, si giunge alla Riserva Naturale Orientata dei Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella, sito di rilevante importanza sia sotto il profilo storico che naturalistico. Sul versante nord-orientale di Pizzo Chiarastella sono raggiungibili le grotte Buffa I e Buffa II, presso cui sono state ritrovate delle tombe rupestri del periodo eneolitico. A valle della Riserva sgorga una fonte d’acqua calda, nota per le sue virtù terapeutiche fin dal 50 d.C., che confluisce nei Bagni di Cefalà Diana, uno degli unici due esemplari di “terme arabe” presenti in Europa. All’interno dell’edificio, l’ambiente molto suggestivo riporta i tratti tipici dell’architettura araba. Da una piccola vasca riservata da un diaframma murario ad archi, un tempo ad uso esclusivo dell’emiro, l’acqua termale confluisce all’interno di altre tre vasche sottostanti poste parallelamente. Oltrepassando la Riserva Naturale Orientata dei Bagni di Cefalà Diana  e Chiarastella, si prosegue per il centro storico di Villafrati. Palazzo Filangeri, antica residenza nobiliare, domina la via principale dell’abitato costituendone una sorta di spina dorsale. Il Palazzo, composto da tre grandi corti, custodisce ancora qualche affresco dell’epoca.
L’itinerario prosegue lungo la S.S.121 fino a Mezzojuso. Il centro urbano di Mezzojuso sorge ai piedi della pittoresca collina della Brinja, estremo versante orientale della Riserva Naturale Orientata Bosco di Ficuzza, contesto naturalistico di estrema vivacità floro-faunistica. La conformazione tortuosa del centro urbano, consente al visitatore di scoprire scorci molto suggestivi fra un fitto reticolo di vicoli e cortili. Sulla piazza principale, è possibile ammirare i campanili della Matrice dell’Annunziata di rito cattolico e della Matrice di San Nicolò di Mira di rito ortodosso. Mezzojuso, infatti, rappresenta un importante modello di integrazione multietnica fra la comunità locale e quella arbëreshë, che convivono in armonia da cinquecento anni. Un elemento di notevole valore storico-artistico della tradizione arbëreshë, è rappresentato dall’iconostasi della Chiesa di S. Mariadi tutte le Grazie (XV sec.). Adiacente alla Chiesa, si trova l’exmonastero basiliano, sede del Laboratorio di Restauro del LibroAntico “Andrea Reres”, in cui sono custoditi rari codici greci e miniature lignee di pregevole fattura. Le manifestazioni folkloristiche che meglio rappresentano la doppia anima di Mezzojuso sono: il Mastro di Campo, la più antica manifestazione carnevalesca della Sicilia e la Pasqua Arbëreshë, che termina con la distribuzione delle tradizionali “uova rosse” simbolo di nuova vita. 


 
© 2014 - Tutti i diritti riservati - Associazione Poliform  C.F. 97247310820
29/01/2016
Copyright 2014. Tutti i diritti sui testi, le immagini, ecc. sono riservati.
Associazione Poliform - C.F.:97247310820

ENGLISH
Torna ai contenuti | Torna al menu